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Stati Generali dell’Innovazione, davvero innovativi?

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Si è appena conclusa l’assemblea di Stati Generali dell’Innovazione, associazione che vuole essere un punto di riferimento sul fronte della creatività e dell’innovazione. Nelle loro discussioni si parla spesso di abbattimento del digital divide e di rinnovamento dello Stato attraverso l’Open Government ma una domanda sorge spontanea leggendo l’invito a partecipare all’assemblea. Come è possibile essere promotori di una vera e profonda innovazione tecnologica e sociale se l’assemblea si svolge ancora sono con seggi fisici e bisogna recarsi a Bertinoro per votare?

L’assemblea fisica  è sicuramente un utile momento di incontro e confronto ma esclude moltissimi, i quali, invece, avrebbero potuto discutere e votare da casa.

 

2 thoughts on “Stati Generali dell’Innovazione, davvero innovativi?

  1. Gent.ma d.ssa Pugliatti,
    faccio parte del Direttivo di Stati Generali dell’Innovazione e raccolgo la critica da lei espressa. Provo a spiegarle le ragioni della nostra scelta dato che credo sia lo spunto per una discussione utile anche al nostro interno.
    Abbiamo avviato il processo per integrare le procedure di voto in presenza fisica con procedure di voto elettronico come consentito dal nostro Statuto, ma non si è poi proceduto in tal senso per due ragioni principali.
    La prima – decisiva – è che abbiamo sondato l’interesse per questa opzione tra i nostri soci e non abbiamo ricevuto richieste in tal senso. Sarebbe stata la classica risposta tecnologica ad una domanda al momento inesistente. Certo, si sarebbe potuto tenere in piedi una votazione elettronica solo per dare un segnale, ma la dura pratica della gestione di una associazione che si basa completamente sul volontariato impone di fare i conti con le risorse disponibili e concentrare le risorse, umane e non, per fornire risposte alle esigenze prioritarie.
    La seconda ragione è stata la volontà precisa di contarsi e di capire chi veramente “ci crede” negli Stati Generali dell’Innovazione. Tre giorni a Bertinoro – posto peraltro splendido – sono stati un grande impegno di tempo prima di tutto e anche una discreta spesa di questi tempi. Molti Soci sono venuti e qualche nuovo si è iscritto. Sono stati tre giorni veramente eccellenti e utili. E’ ovvio che in questo modo abbiamo perso qualche persona che ci sarebbe voluta essere, ma oggettivamente non poteva. Tuttavia, la nostra associazione è ancora nella sua infanzia. Deve crescere e fortificarsi grazie a Soci motivati e che si conoscano reciprocamente. Personalmente trovo giusto che in questo contesto si sia privilegiato il Socio che ha messo SGI avanti ai tanti altri impegni che tutti abbiamo. In futuro, quando la compagine sarà affiatata e coesa, allora il voto elettronico sarà senz’alto una opzione utilizzata per la comodità di tutti.

    • Gentile Dott. Russo,
      la ringrazio per la risposta e trovo molto interessante la riflessione dal lei avviata sul sito di SGI in tema di “innovazione come valore in sé” e “innovazione come offerta a fronte di una domanda”.
      Ho compreso le sue ragioni ma mi piacerebbe spiegare il valore di un sistema di voto elettronico che, a mio parere, non si riduce alla comodità.

      La scelta di offrire la possibilità di votare online ha una valenza di comunicazione e cultura per l’Organizzazione e si configura come un fattore distintivo, che permette di differenziarsi e distinguersi. Permettere a tutti di partecipare agli eventi critici dell’Associazione è un importante segnale di trasparenza e apertura che sicuramente ha, come conseguenza, una maggior partecipazione. Se l’adozione di un tale sistema viene concepita e comunicata in tale modo, penso possa innescare una forte domanda e, soprattutto, un coinvolgimento nel tempo.
      Concordo di certo sull’importanza del momento assembleare, come incontro diretto ed occasione di confronto, a cui nessuna tecnologia può sopperire. Infatti, i servizi di voto online sono spesso pensati per integrare l’assemblea tradizionale e non per sostituirla.
      Alla luce della valenza strategica e innovativa dell’adozione di un sistema di questo tipo, l’investimento per un servizio SaaS per il voto elettronico, che può essere anche irrisorio, mi sembra giustificato.

      Infine, vorrei sottoporre alla sua attenzione e mi sembrerebbe interessante poter ragionare su un ulteriore sviluppo di questa riflessione sul valore dell’innovazione “voto elettronico”, in linea con i Progetti Europei a cui sto partecipando. Il voto via internet potrebbe anche essere uno dei meccanismi chiave per interfacciarsi con la Pubblica Amministrazione, in un’ottica di Smart Cities?

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